Olanda


Indroduzione

Qui sotto trovate un elenco dei siti più accessibili e informativi. Purtroppo c'è poco da trovare in Italiano. Il maggior parte e in Olandese o Inglese. Questi siti possono essere d'aiuto quando dovete lavorare ad un progetto scolastico su l'Olanda.


Olanda ON-LINE

  • Rotterdam
    Various information about Rotterdam
  • Centraal Bureau voor de Statistiek
    De website van het Centraal Bureau voor de Statistiek met on line verkrijgbare statistische informatie over
    allerlei onderwerpen binnen Nederland.
  • Leren.nl
    Leer op Internet, breid je kennis uit en ontwikkel jezelf. Bepaal zelf wat je leert, waar en hoe. Hier vind je duizenden online kennisbronnen over allerlei onderwerpen.


Rotterdam.

  • NIDI
    Website van het Nederlands Interdisciplinair Demografisch Instituut met cijfers en tekstuele informatie over demografische ontwikkelingen in Nederland, soms vergeleken met andere Europese landen. Ook het gratis tijdschrift Demos is on line te raadplegen. Te gebruiken bij Migratie en vervoer (havo) of Migratie en mobiliteit (vwo).
  • Misdaad
    Startpagina misdaad met talloze misdadige links.
  • homepage www.rotterdam.nl
    Deze pagina bevat verwijzingen naar websites van de gemeente Rotterdam en hieraan gelieerde instellingen
  • Geschiedenis
    Histopia is een website voor geschiedenisonderwijs. Voor leerlingen zijn er onder andere virtuele reizen door het verleden, bijvoorbeeld een wandeling door een Romeins huis, leertips en veel links.

  • VVV-Gouda
    The Gouda Tourist Office
    VVV Gouda
    Markt 27
    2801 JJ Gouda Holland
    telefoon : 0900-46832888
    fax : 0182-583210
    email: vvv.gouda@12move.nl

  • Dom digitaal
    Een CKV-project over de geschiedenis van het Domplein in Utrecht.

  • VVV-Gouda
    The Gouda Tourist Office
    VVV Gouda
    Markt 27
    2801 JJ Gouda Holland
    telefoon : 0900-46832888
    fax : 0182-583210
    email: vvv.gouda@12move.nl

Diversi

Olanda | La Gloria del Secolo d'Oro | La vita di Rembrandt


Progetto scolastico della Torraca

Siamo gli alunni della classe II A della scuola media F.Torraca di Potenza. Abbiamo deciso di realizzare questo progetto per arricchire le nostre conoscenze geografiche relative ad alcuni Paesi Europei.
Come materiale didattico abbiamo utilizzato vari testi di geografia fornitici dalla nostra insegnante di lettere.
Per completare il progetto abbiamo impiegato circa un mese, un periodo in cui abbiamo sudato sette camicie, ma siamo stati ripagati dalla soddisfazione del risultato ottenuto.

Paesi Bassi (Olanda)

  • capitale: Amsterdam (capitale economica, politica, culturale) L'Aia (Governo,Corte Internazionale di Giustizia, altre attività amministrative)
  • religione: Cattolica (34%), Protestante (25%), Musulmana (3,2%)
  • lingua: Olandese, Frisone
  • moneta: Fiorino olandese
  • forma di governo: Monarchia costituzionale
  • origine del nome: Paesi Bassi: ½ dalla superficie è sotto il livello del mare; Olanda: dal nome delle regioni più estese

Ambiente fisico

  • posizione: Europa centro settentrionale
  • confini: Est- Germania; sud- Belgio; ovest e nord- Mare del Nord
  • morfologia: Modesti rilievi nella zona meridionale; Tutto il resto è pianeggiante. Metà del territorio è sotto il livello del mare. Pianura alluvionale. IL mare ha sempre distrutto i cordoni sabbiosi alluvionali, penetrando nell'interno.
    Le regioni costiere sono un insieme di terre e di laghi salmastri.
  • Fiumi principali: Reno, Mosa. Gli olandesi, per prevenire le inondazioni, hanno costruito, sin dall'antichità, barriere artificiali, sbarramenti e dighe. Terreni bonificati (polders) sono ½ del territorio nazionale. Nel medioevo, terreni bonificati con ausilio di mulini a vento (caratteristici del paesaggio), oggi con motori elettrici de a scoppio. La polderizzazione è incompleta: in corso attuazione il "Pieno Delta"( bonifica di territori ancora sommersi). Da ciò il detto: " Dio creò il mare, gli olandesi fecero la terra". Polderizzazione per forte motivazione ecologica e finanziaria.
  • coste: Molto basse e sabbiose; più articolate a sud che nord, dove sono fronteggiate dalle isole Frisone occidentali.
  • idrografia: Corsi principali: Reno, Mosa, tratto terminale della Schelda. Questi sono collegati fra loro da una fitta rete di canali artificiali e navigabili. Numerosi i laghi, tra cui il Lago di IJssel.
  • isole: L'arcipelago delle isole Frisone, che formano un arco che racchiudeva una vasta zona paludosa. Oggi sono collegati dagli sbarramenti, dalle dighe e dai canali artificiali che fanno entrare le acque del Mare del Nord nel mare interno del Waddezee.
  • polders: L'insieme delle terre polderizzate forma la regione del Flevolano.
  • clima: Tipico oceanico su buona parte del territorio, temperature non eccessivamente fredde con abbondanti precipitazioni e nebbia. Gli inverni hanno solo un periodo di gelo e le estati sono fresche. I venti occidentali portano aria umida dall'oceano Atlantico. Il clima è più rigido e asciutto nella parte orientale e meridionale del Paese.
  • ambienti naturali: Numerose le aree protette. Paesaggi lunari caratterizzati da dune sabbiose, si alternano a fitti boschi di latifoglie e a zone paludose in continuo mutamento. diffusi: pino silvestre, betulla. Tipica la floricoltura.
  • fauna: Fauna selvatica: cervi, lepri, ermellini, foche, grande varietà di volatili.

Attività economiche

L 'economia è sviluppata. Reddito pro capite fra i più alti d'Europa. Ottima la qualità della vita. I servizi sono un settore fondamentale dell'economia olandese. La produzione si orienta verso i mercati esteri. Pressione dei lavoratori per maggiore tempo libero, diffusi i contratti part-time. Lo stato è attento alle necessità dei cittadini.
  • agricultura: è tra le più moderne e progredite del mondo, per l'impiego di tecniche di coltivazione specializzate, la disponibilità di molti mezzi meccanici, l'uso di fertilizzanti, l'accurata selezione delle sementi, la razionale gestione delle aziende, l'alto grado di professionalità degli addetti. Coltura del lino. Nelle serre: ortaggi, frutta, fiori, fra i quali tulipani, simbolo della nazione. I prodotti agricoli costituiscono più della metà dell'esportazione. Le zone dei polders hanno un aspetto geometrico, ordinato. Il Westland è la zona dove vengono coltivati i fiori, vi si trovano laboratori di ricerca, serre, centri per le aste e reti distributive. Ogni primavera nel distretto fervono le trattative economiche e la fioritura è uno spettacolo. Sentieri ciclabili permettono di attraversare km di campi colorati. Vengono coltivati tulipani, azalee, narcisi, gigli, rose e garofani. Si producono anche 8 miliardi di bulbi l'anno. Praticati i metodi di coltivazioni tradizionali, ma utilizzate anche le scoperte dell'ingegneria genetica.
  • allevamento: Praticato con sistemi molto razionali e manodopera specializzata. Suini e bovini da carne, mucche da latte di razza selezionata ( Frisone ). Sono molto produttive e rendono i PB i primi produttori di latte in Europa. Polli, galline.
  • pesca: Organizzata in modo moderno, alimenta l'industria conserviera del pesce. Aringhe e ostriche.

Storia

Presenza dell'uomo nei Paesi Bassi sin dal periodo neolitico. Dominazione romana, franca, spagnola. Nel 1648: trattato di Utrecht: fine del dominio spagnolo.
1831 separazione dal Belgio.

Prima metà del secolo XVII: fondazione della Compagnia Olandese delle Indie Orientali e quella delle Indie Occidentali, che assicurarono all'Olanda il dominio di vaste terre e rapporti commerciali con Giappone, Cina e Indonesia (la prima), con l'America (la seconda)
1609: istituzione della banca di Amsterdam, due anni dopo della Borsa Valori. Sul piano sociale, le province Olandesi divennero il rifugio di perseguitati politici e religiosi di tutto il continente. II Guerra Mondiale: invasione delle truppe tedesche con gravi distruzioni, dalle quali si riprese presto.

Amsterdam: capitale storica ed effettiva del Paese. Chiamata la
"Venezia del nord " in quanto percorsa da numerosi canali; le abitazioni sono sostenute da pilastri.
L'Aia: sede politica, amministrativa e residenza reale. Posta sotto il livello del mare.
Rotterdam: il più grande porto commerciale e industriale del mondo.
Utrecht: centro industriale e culturale.
Arnhem- Eidhoven- Enschede- Groninga- Haarlem- Nimega.

Dipendenze

Appartengono ai PB le Antille Olandesi che comprendono cinque isole situate nel Mar dei Carabi. Godono di una forte autonomia amministrativa.


"La gloria del secolo d'oro"

La storia è quella di un piccolo stato del nord Europa che ad un certo punto si libera dell'ultimo invasore: gli Spagnoli, e da lì inizia la sua incredibile ascesa. Stiamo parlando dell'Olanda del Cinquecento, quando sotto la guida di Guglielmo d'Orange i territori del nord conquistano l'indipendenza. Un secolo dopo, quando finalmente saranno liberate anche le province del sud, l'Olanda acquista un'identità nazionale che mai nessuno si sognerà più di mettere in discussione. Si afferma come grande potenza marittima e commerciale di livello mondiale. Conosce un'incredibile ricchezza economica e vive un'esplosione assolutamente unica delle arti.

La mostra in corso al Rijksmuseum di Amsterdam, "La gloria del secolo d'oro" (fino al 17 settembre 2000), testimonia lo splendore di questo periodo, chiamando a raccolta i maggiori capolavori del Seicento olandese. Metà dei quali provengono dallo stesso Rijksmuseum e l'altra metà arriva dai maggiori musei del mondo: Los Angeles, Boston, Berlino, Vienna, Firenze, Londra, Parigi, Edimburgo, San Pietroburgo, cui si aggiungono due nobilissimi prestiti. Uno della regina Beatrice e l'altro della regina Elisabetta.

La mostra, quindi, è un'occasione unica per vedere riunite insieme le testimonianze di quest'epoca irripetibile. I tanti Rembrandt, l'artista che più di altri seppe dare volto alla moderna borghesia imprenditoriale olandese, inventando in questo modo un soggetto completamente nuovo della pittura. I rari Vermeer, che dell'Olanda mise in luce gli interni borghesi raccontandoci come vivevano i protagonisti dell'epoca. I rivoluzionari Frans Hals, l'artista che per primo osò ritrarre i suoi committenti con un sorriso disegnato sulle labbra. I colorati Jan Steen, autentiche cronache di vita quotidiana delle classi meno abbienti. E, accanto a questi nomi celebri, tanti, tantissimi artisti meno conosciuti, ma ugualmente decisivi nel creare il mito del "secolo d'oro", cui finalmente la mostra rende giustizia.

Ma la rassegna in corso ad Amsterdam, in cui si celebrano anche i 200 anni del Rijksmuseum (motivo che spiega la generosità dei prestiti), documenta anche la fioritura delle arti decorative: ceramica, lavorazione dell'argento e del vetro, mobili che arredavano le lussuose residenze di nobili e commercianti. "Nessun altra epoca è altrettanto sorprendente del Seicento olandese ", spiega Ronald de Leeuw direttore del Rijksmuseum, "a lavorarci sono migliaia di artisti che producono milioni di pitture e di oggetti d'arte". E l'unicità, che surclassa anche la Firenze dei Medici, consiste nel fatto che in Olanda è un intero paese, tutte le maggiori città e non una sola, che diventano innovativi centri di cultura.

La particolarità, infatti, riguarda anche il tipo di arte che si afferma. Non più legata, come in Italia, al soggetto religioso. Ma laica. Borghese in senso pieno. Da qui nasce uno stile, qualcosa che riguarda sia i soggetti prescelti che il modo di raccontarli, che si affranca ben presto dal manierismo che trionfava presso la corte praghese di Rodolfo II (fino allora il cuore culturale dell'Europa) e dalla moda caravaggesca importata dall'Italia. Gli artisti olandesi non hanno più bisogno di ricorrere a soggetti mitologici o a figure manierate e sinuose per raffigurare i protagonisti della propria epoca. Né alla luce di Caravaggio per enfatizzare la drammaticità degli eventi. Gli basterà raccontare la vita del proprio Paese in tutte le sue sfaccettature. Oppure la natura olandese. Le piatte distese a perdita d'occhio, i canali e i corsi d'acqua, il mare e la magica luce del nord. Quella stessa qualche secolo dopo Van Gogh cercherà disperatamente di catturare.

(La Repubblica: 17 aprile 2000)


La vita di Rembrandt

Rembrandt nasce, il 15 luglio 1606, a ridosso delle mura della città di Leida nella strada Weddesteeg da un mugnaio, proprietario di un mulino sulle sponde del Reno e chiamato perciò "Van Rijn" (del Reno).E’1'ottavo e penultimo figlio .. Papà Harmen e mamma Cornelia ,di origini cattoliche poi convertiti al calvinismo scelgono per il neonato il non frequente nome di Rembrandt: forse speravano di avere una bambina, alla quale dare il nome della nonna materna, Remigia. Al nome proprio del bambino si aggiunge, come da tradizione, il patronimico Harmenszoon (figlio di Harmen) e il cognome-soprannome Van Rijn. L'insieme e altisonante, ma le radici del pittore restano legate al ceto artigianale, come dimostrano i mestieri svolti dai fratelli di Rembrandt: il primogenito segue la strada del padre come mugnaio, un altro diventa fornaio come il nonno materno, un terzo calzolaio. Nella famiglia vi è comunque una discreta agiatezza, che per­mette al piccolo Rembrandt di intraprendere gli studi medio­superiori alla Scuola Latina di Leida.

Nonostante non si possa definire un’intellettuale , Rembrandt, era a conoscenza della cultura classica e possedeva un grande rispetto verso la cultura e i libri stampati. Durante gli anni della giovinezza a1 termine di una lunga guerra contro gli spagnoli di Filippo II, le sette Provincie Unite dei Paesi Bassi del Nord (l'Olanda e, propriamente, solo una di queste) riescono finalmente a ottenere 1'indipendenza guidate dal coraggioso stadhouder Guglielmo d'Orange detto “il taciturno” ; le provincie protestanti si staccano dalle regioni meridionali, che formeranno in futuro il Belgio. Nei Paesi Bassi i caparbi abitanti riescono, grazie ai mulini a vento lungo i canali, a tenere sotto controllo un territorio in continua lotta contro il mare;

Nel giro di pochi anni l’Olanda si trasforma in una delle principali potenze economiche d'Europa e si prepara ad affrontare il suo “secolo d’oro”; nasce la lingua neerlandese diffusa grazie a intense campagne di alfabetizzazione e si diffonde la religione calvinista che accoglie in modo molto tollerante le minoranze cattoliche ed ebree. L’ Olanda mancando il ceto aristocratico la corte e senza privilegi ecclesiastici, vie­ne considerata la prima democrazia capitalistica moderna.

La città natale diviene un’importante centro umanistico e artistico grazie anche alla presenza di una famosa università e alla sua brillante vita economico-commerciale. Nasce qui un’importante scuola pittorica seconda solo a quella di Utrecht [1] il cui artista di punta fu Luca da Leida; un punto di riferimento importante per le prime esperienze pittoriche di Rembrandt.

Isaac van Swanenburgh, fu il primo maestro di Rembrandt e un esponente della scuola di Leida; legato alla tradizione di Bosch, che, oltre alla pittura, si dedica ad arazzi e vetrate.

Rembrandt compie presso Van Swanenburgh un apprendistato di tipo artigianale imparando il "mestiere", non l'arte; ma ha la prima occasione di contatto con l'Italia, dove non si recherà mai, di cui pero studierà i capolavori; infatti negli anni venti del Seicento la pittura di tutta Europa è ammaliata dall'arte rivoluzionaria di Caravaggio che ottiene dalle luci diagonali e dal buio sorprendenti effetti realistici.

Anche l'arte olandese risente delle novità italiane, ma il mercato artistico olandese è differente e indirizzato prevalentemente al ceto borghese e non all'aristocrazia o alla Chiesa. Si ricercano perciò soluzioni alternative.

La formazione di Rembrandt avviene in un momento molto favorevole, ricco di stimoli e di proposte: da un lato, la "grande pittura" di storia, ispirata ai modelli italiani e alla vicina scuola di Anversa, dominata da Rubens; dall'altro, il gusto tutto olandese per dipinti medio-piccoli, di raffinata esecuzione, destinati all'arredo domestico e non alle collezioni principesche. La religione calvinista e la presenza di una notevole comunità ebraica richiedono inoltre la personale riflessione sulla Bibbia.

La formazione pittorica di Rembrandt si concluderà ad Amsterdam presso il pittore Pieter Lastman nel 1624; Lastman è sicuramente un pittore di qualità che ha studiato e lavorato in Italia esportando alcune delle caratteristiche della pittura barocca. Rembrandt, studia con attenzione i quadri di Lastman e ne impara la precisione e l’uso di colore tipicamente italiano; riproponendo alcuni dei soggetti storici del maestro Rembrandt dimostra in poco tempo di avere acquisito tecnica e personalità alle quali lo Stesso Lastman non arriverà mai.

Nel 1627, al termine della sua esperienza, rientra a Leida ove apre uno studio in collaborazione con un altro pittore esordiente e oltretutto allievo di Lastman : Jean Lievens.

Tra i due nasce un buon affiatamento tanto che dipingono spesso assieme e spesso i propri ritratti o gli stessi soggetti; anche se non divengono famosi il loro nome comincia a varcare le porte della città di Leida.

Il primo segno del successo di Rembrandt arriva nel 1628, quando egli prende presso di se il primo suo allievo di Leida, Gerrit Dou (2) che rimarrà presso il maestro sino al proprio trasferimento.Le condizioni economiche cominciano a migliorare in quanto al tempo gli allievi pagavano una rendita spesso non indifferente al proprio insegnante; oltretutto, quasi contemporaneamente Rembrandt riesce a vendere il primo quadro ad Amsterdam portandolo personalmente, si dice, a piedi.

Ma la vera, grande svolta nella carriera dei due soci avviene con la visita al loro studio da parte di Constantijn Huygens segretario del principe Federico Enrico d'Orange, abile diplomatico, poeta discreto e cultore d’arte. Il suo giudizio, in fatto di arte, è determinante, ed il suo giudizio è talmente ottimistico che lo stesso Huygens commissiona a Lievens il proprio ritratto, mentre a Rembrandt affida quello del fratello. Per diversi anni seguirà la carriera di entrambi, favorendo il trasferimento di Lievens in Inghilterra e garantendo committenze principesche a Rembrandt: per qualche tempo, agisce quasi da "agente", proponendo opere dei due a collezionisti internazionali. Ardente sostenitore della cultura e dell'arte olandese, Huygens sottolinea che Rembrandt e Lievens non sono mai stati in Italia, eppure le loro opere possono essere confrontate senza imbarazzi con i grandi maestri del passato.

Iniziano così le visite sempre più frequenti degli amatori d'arte e perciò i primi successi economici.

Nel 1630 muore il padre che spesso aveva posato per il pittore per la realizzazione di quei ritratti o “teste di carattere” che divennero poi richiestissime; le teste di carattere erano sì dei ritratti con persone riconoscibili (e spesso parenti di Rembrandt) ma con espressioni e particolari insoliti, spesso esotici (che tanto attiravano il pittore)

In quest’anno entra in contatto con il mercante d'arte di Amsterdam Hendrick van Uylen­burch, che avendo una clientela facoltosa ed esigente, specie nel campo dei ritratti, e comprendendo 1'ambizione di Rembrandt, gli offre un accordo in cui egli diviene mediatore fra Rembrandt e i committenti, offrendo in cambio un alloggio e un atelier in un quartiere elegante della capitale. Nel luglio del 1632 il giovane pittore lascia definitivamente Leida e si trasferisce ad Amsterdam ove si dedica prevalen­temente al ritratto, in modo da farsi rapi­damente conoscere nel giro dei collezio­nisti, degli amatori e dei più facoltosi acquirenti di opere d'arte d'Olanda.

Il dinamismo che spesso affiora dalle opere e dai ritratti di Rembrandt, è una delle caratteristiche forse più evidenti della città di Amsterdam in questi tempi; il suo porto commerciale diviene uno dei più importanti al mondo, se non il più importante e qui si possono trovare merci provenienti da tutto il mondo. L’urbanistica della città viene ridisegnata, sistemati i canali e costruite belle e confortevoli case; cominciano a converge verso la capitale schiere di mercanti e professionisti facoltosi e opulenti: è questa la clientela che si rivolge a Rembrandt. In quest’anno viene commissionato al pittore il famoso quadro “Lezione di Anatomia del Dottor Tulip”.

Proprio a casa di Hendrick, Rembrandt conosce Saskia ; è una ragazza di vent'anni e parente stretta di Hendrick .

Saskia, rimasta orfana del padre ,borgomastro di Leeuwarden, lascia la Frisia per stabilirsi ad Amsterdam.

Tra il pittore baffuto e la colta ragazza, scoppia una meravigliosa storia d'amore tanto che i due si fidanzano ufficialmente il 5 giugno 1633. Si avviano le pratiche per il matrimonio: la madre di Rembrandt fa attendere a lungo il necessario consenso. Finalmente, il 22 luglio 1634, dopo lunghe attese per il consenso della madre di lei, Rembrandt e Saskia si sposano e la cerimonia si svolge nel tempio riformato di Sant'Anna su un polder della Frisia.

Per Rembrandt, "il figlio del mugnaio", questo matrimonio segna oltre che l’inizio di un’affettuosa storia d’amore, un deciso balzo sociale. Cambia anche il tenore di vita economico di Rembrandt in quanto la sposa, benestante porterà in dote ben quarantamila fiorini (considerata ai tempi una cifra molto cospicua); i due sposi si stabiliscono ad Amsterdam e Saskia diviene una delle modelle predilette del pittore.

In uno degli innumerevoli ritratti la moglie posa con un’abbondante veste orientale che fa subito pensare ad una imminente gravidanza; infatti già nel 1635 partorirà in primo figlio a cui verrà dato il nome di Robertus ma che purtroppo sopravviverà solamente pochi mesi. Grazie anche alla sua raggiunta fama di pittore, Rembrandt riceve committenze signorili anche se a volte non ben retribuite ed oltretutto egli decide di non abbracciare nessuna religione in particolare in modo da non precludersi nessun tipo di committenza.

Questa sua agiatezza economica lo porta a cambiare casa nel 1639 per comprarne una più signorile sulla riva dell’Amstel e a intraprendere quasi in modo maniacale una specie di collezionismo smisurato e senza ordine logico.Per il pittore è la casa dei suoi sogni, dove trasferire la famiglia e la crescente collezione d'arte e di curiosità. E un palazzo a due piani, in pietra e mattoni, con un bel frontone a gradoni, costruito all'inizio del secolo in una zona semicentrale di Amsterdam, un quartiere residenziale vicino al ghetto.

I proprietari, Pieter Bel­ten e Christoffel Thijssens, pretendono una cifra notevole per 1'acquisto: tredicimila fiorini; ma il pittore ritiene di potersi permettere questo esborso, perlomeno a rate. Dopo una lunga trattativa, prende possesso della casa il primo maggio 1639, anticipando un quarto della cifra pattuita. Si impegna a pagare il resto entro cinque o sei anni.

Nonostante la fama raggiunta, continua il lavoro di maestro nella bottega, abituato ad avere allievi e collaboratori, talvolta di notevoli qualità.

E importante ricordare che gli allievi, oltre a potenziare l'attivita della bottega, pagavano una retta per poter studiare ma Rembrandt non ne ha mai approfittato, impegnandosi direttamente nella formazione degli allievi. Soprattutto intorno agli anni trenta, il numero degli studenti cresce in modo tale da imporre molti sforzi organizzativi a Rembrandt.

Il pittore prende in affitto un grande magazzino dismesso e organizza l'atelier, ricavando attraverso tramezzi e tendaggi piccoli camerini autonomi per gli allievi. I collaboratori hanno cosi la possibilità di alternare un lavoro più tranquillo e separato (talvolta con la presenza di modelle nude) con affollate "lezioni di gruppo", in cui alcuni di loro erano invitati a dar vita a composizioni viventi, utilizzando i costumi e l'armamentario teatrale di Rembrandt.

Le ricche collezioni di costumi teatrali del pittore sono una delle sue manie, ne compra a dismisura e li pone a disposizione dell’atelier; la sua passione per il teatro risale alla giovinezza ma è nel fervente ambiente culturale di Amsterdam che Rembrandt ritrova il suo interesse nella letteratura e nella recitazione le cui espressioni e costumi sono per lui spesso ottimi spunti. Entrato a far parte della vita sociale della città, Rembrandt conosce personalità politiche, scrittori e poeti di fama tra cui l’amico e committente Jan Six (3)

Rembrandt si accinge dopo dieci anni la Lezione di anatomia del dottor Tulp , a dipingere un nuovo ritratto di gruppo importante : “la milizia civica del capitano Frans Banning Cocq”, (noto con titolo di “Ronda di notte”). La commissione è molto prestigiosa, destinata a segnare in modo chiara l'apice della carriera del maestro. Per affrontare il grande dipinto (una tela di circa quattro metri per cinque, oggi un po' ridotta da tagli a sinistra e in alto), Rembrandt ristudia tutte le tappe della sua formazione e della prima attività: l'insuperabile vivacità dei ritratti, la ricchezza della composizione, il gusto per il movimento, la densità dei colori italiani. L'elaborazione della Ronda di notte è il riassunto delle esperienze e delle scelte a cui Rembrandt è arrivato dopo anni di esperienza.

Nel frattempo in Olanda, dopo la battaglia delle dune, nel 1639, che segna fine della minaccia di una riconquista spagnola, la situazione interna è abbastanza stabile.

Gli olandesi cominciano a fondare le basi per la propria società basandosi sulla tolleranza verso le comunità straniere e religiose, la perfetta organizzazione di tutti i livelli della società: famiglia, quartiere, città, stato ed un forte sentimento nazionale

Il governo risiede all'Aia, dove lo stadhouder vive in una vera e propria corte: la repubblica si sta trasformando nella monarchia degli Orange.

Il 1642 è sicuramente un anno nefasto per il pittore che, nonostante il successo sia di critica che economico dopo l’esecuzione della Ronda di Notte, si trova costretto a separarsi dalla persona a lui più cara: Saskia. Non è la prima esperienza negativa per Rembrandt che in questi anni ha visto morire entrambe i genitori, ben tre figli in tenerissima età, ma la morte della moglie lo segna in modo indelebile.

Saskia muore trentenne; dopo aver dato alla luce il figlio Tito nel 1641 non si riprende più dal parto e, anzi viene colpita da tubercolosi che la porteranno alla morte il 14 giugno 1642.

Verrà seppellita ne transetto sinistro della Oudekerk

I1 5 giugno 1642, nove giorni prima di morire, Saskia fa testamento. I quarantamila fiorini della dote vengono lasciati per metà al marito e per metà a Tito, con la clausola che non vengano amministrati dall'Istituto degli Orfani, ma da Rembrandt stesso. Vent'anni dopo la morte di Saskia il pittore sarà costretto a vendere la tomba nella prestigiosa Oudekerk, e a trasferire le ceneri nella Westerkerk.

Impossibilitato a badare al piccolo Tito di nove mesi, Rembrandt assume una governante: Geerte Dircx, una contadina della Zelanda, rimasta vedova del marito trombettiere.

Geertje bada alle faccende domestiche: è analfabeta ma decisa, ruvida e nonostante rappresenti l'antitesi rispetto a Saskia, diventa l'amante del pittore.

Rembrandt viene sì considerato un grande artista pieno di affetto per il piccolo Tito ma si ritiene anche, a detta dei calvinisti, che conduca una vita privata decisamente scandalosa: non frequenta la comunità religiosa, spende più di quanto guadagna per acquisti spesso stravaganti, tiene in casa animali esotici (fra cui una scimmia, inconcepibilmente sudicia e sconveniente per le linde case olandesi), soprattutto ha una non celata relazione con la governante.

Per tutti questi motivi la fama del pittore e fortemente compromessa in patria, mentre sempre più spesso scrittori d'arte e collezionisti stranieri si interessano alle opere di Rembrandt. La vita sentimentale e familiare del pittore ritrova intanto un certo equilibrio, ma anche il rapporto con Geertje finirà per incrinarsi tanto che il pittore comincerà ad amoreggiare con una sua modella dal nome Hendrickije Stoffels.

Per il pittore si profila un periodo molto difficile: · tra le clausole del testamento di Saskia c'è il vincolo che Rembrandt non si risposi, pena la perdita di meta dell’eredità. · I gusti dei committenti stanno cambiando e la sua condotta personale viene ritenuta gravemente sconveniente dai calvinisti.

Gli amici si diradano, alcuni allievi abbandonano lo studio: solo Jan Six continua a sostenere Rembrandt, anche con aiuti economici.

I1 24 gennaio 1648 Geertje fa testamento, indicando come erede universale Tito. Fanno parte dell’eredità anche i gioielli che erano stati di Saskia. Qualche mese dopo, a fronte della relazione ormai evidente fra Rembrandt e Hen­drickije Stoffels, Geertje intenta causa al pittore, sostenendo di aver ricevuto da lui una non onorata promessa di matrimonio,. Il tribunale da ragione a Rembrandt, ma gli impone di versare una non esigua pensione annua a Geertje. Nel 1649 il maestro cita in giudizio Geertje, per aver portato i gioielli di Saskia al banco dei pegni.

Nell’ottobre 1649: Geertje viene internata nel carcere­ricovero di Gouda, ma Rembrandt deve continuare a ripagarle la pensione di duecento fiorini annui. Cominciano ad affiorare anche le prime difficoltà artistiche in quanto , in Olanda tendono a cambiare i gusti dell’arte in quanto si preferiscono, ai temi di Rembrandt , stili più ricchi e decorativi. Questo calo estimativo riguarda esclusivamente il mercato nazionale mentre, all’estero continua a venir molto apprezzato; lo dimostra il fatto che un nobile collezionista siciliano gli acquisterà circa 200 incisioni e alcuni dipinti. Nonostante ciò inizia per Rembrandt il tracollo finanziario e i creditori premono su di lui. Nel 1653 chiede aiuto a Jan Six e ad altri amici e, dando in garanzia le proprie opere, riesce a raccogliere la somma necessaria per pagare a Christoffel Thijssen, una parte della casa di Sint Anthonisbreestrat, ma con gli interessi, Rembrandt gli deve ancora 8470 fiorini.

Nel 1654 Hendrickije la sua compagna mette al mondo una bambina, e Rembrandt sfida ancora una volta la sorte dando alla bambina il nome di Cornelia, già due volte fatale alle figliolette avute da Saskia.

Six trasferisce il credito ad altri, e Rembrandt si trova di nuovo in difficoltà, anche perché alcuni clienti rifiutano le opere già ricevute e reclamano indietro il danaro: tenta di trasferire a Tito la proprietà della casa, ma l'Istituto degli Orfani si oppone. Nel luglio del 1656 viene steso un inventario ufficiale dei beni del pittore e messi all’asta in un salone dell’albergo De Keyserkroon: 363 lotti, fra cui intere collezioni di disegni, incisioni e dipinti di grandi maestri italiani e fiamminghi. I1 tutto viene venduto nel 1656 per la cifra irrisoria di seicento fiorini. Dopo un periodo di controversie, nel febbraio del 1658 è la volta della casa del pittore, aggiudicata per 11.200 fiorini. Rembrandt si trasferisce in una modesta casa sul Rosengracht; e, per limitare i fastidi con l'erario e i creditori si è registrato come nullatenente e alle dipendenze di Hendrickije e del figlio Tito (a sua volta sotto la tutela della Camera degli Orfani), che gli passano vitto e alloggio in cambio delle sue opere di pittura e incisione, di cui detengono l'esclusiva.

Le quotazioni dei quadri di Rembrandt ricominciano a salire, anche grazie agli elogi che rimbalzano da varie nazioni: riprendono anche gli incarichi pubblici, ma il pittore e sempre povero, tanto da dover vendere la tomba di Saskia. Il suo stile, intanto, si evolve ulteriormente verso il ricordo di Tiziano.

Nel 1663 un nuovo lutto colpisce Rembrandt: muore Hendrickije Stoffels, ultima compagna della sua vita, che nel testamento si definisce "moglie" del pittore.

Tito, raggiunta la maggiore età, entra in possesso della sua parte dell’eredità materna. Il 10 febbraio 1668 sposa Magdalena van Loo, nipote della sorella di Saskia e poco dopo le nozze la giovane coppia di sposi aspetta un erede. A Rembrandt i primi mesi del 1668 regalano uno sprazzo di felicità immensa grazie agli eventi recenti, ma in settembre, un’altra tragedia, forse la più dura. Tito muore e con lui il suo ultimo affetto, il suo unico legame rimastogli con Saskia. Rembrandt sprofonda nella solitudine nell’inappetenza e nella noia.

Nella spoglia casa sul Rosengracht rimane solo con Cornelia, la figlia avuta da Hendrickije quindici anni prima. In marzo, in lacrime, assiste al battesimo della nipotina, che viene chiamata Titia. Sarà una bimba sfortunata che, senza papà, presto si ritroverà anche senza la mamma. Il pittore si rinchiude nell’ultimo suo grande amore, la pittura, la cui qualità rimane sempre elevata.

Rembrandt morirà solo e povero nel 1669 e con lui tramonterà un epoca, quella del “Secolo d’oro olandese”.

di Rini Roberto


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